LA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI ALL’ESTERO - IVIE

LA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI ALL’ESTERO - IVIE

LA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI ALL’ESTERO (ivie)

 

A partire dall’anno d’imposta 2011, è stata istituita l’Imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie), posseduti dalle persone fisiche residenti in Italia e destinati a qualsiasi uso.


Sono tenuti al pagamento dell’imposta:

• i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività d’impresa o di lavoro autonomo

• i titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi
• i concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali
• i locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria (l’obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto).


L’imposta è dovuta in misura proporzionale alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso (viene conteggiato per intero il mese nel quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni).

 

L’ammontare dell’imposta è pari allo 0,76% del valore degli immobili.

 

Se non superiore a 200 euro, l’imposta non è dovuta. In tal caso il contribuente non è tenuto neanche ad indicare i dati relativi all’immobile nel quadro RM della dichiarazione dei redditi, fermo restando l’obbligo di compilazione del modulo RW.

 

Per calcolare il limite che dà diritto all’esenzione, si deve fare riferimento all’imposta determinata sul valore complessivo dell’immobile, a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per l’eventuale credito d’imposta riconosciuto nel caso in cui sia stata eventualmente versata una tassa patrimoniale nello Stato estero in cui è situato l’immobile.

 

Per evitare doppia imposizione sullo stesso immobile, dall’imposta dovuta è possibile dedurre un credito pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile.

 

Per gli immobili situati in Paesi appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, dalla somma dovuta si detraggono, prioritariamente, le imposte patrimoniali effettivamente pagate nel Paese in cui sono situati gli immobili nell’anno di riferimento.

 

Inoltre, qualora sussista un’eccedenza d’imposta reddituale gravante su immobili ivi situati non utilizzata (articolo 165 del Tuir), si detrae dall’imposta dovuta in Italia per quegli immobili, fino a concorrenza del suo ammontare, anche un ulteriore credito d’imposta derivante da tale eccedenza.

 

IL VALORE DELL’IMMOBILE
Il valore dell’immobile da prendere in considerazione per il calcolo dell’imposta è costituito, generalmente, dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà.

 

Se l’immobile è stato costruito, si fa riferimento al costo di costruzione sostenuto dal proprietario e risultante dalla relativa documentazione.
In mancanza di tali valori, occorre tener conto del valore di mercato, rilevabile nel luogo in cui si trova l’immobile.

 

Per quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe.

 

Se l’immobile si trova in un Paese dell’Unione europea o in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo che garantisce un adeguato scambio di informazioni, il valore è prioritariamente quello catastale, come determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini dell’assolvimento di imposte di natura patrimoniale e reddituale. Tale criterio vale anche per gli immobili che sono pervenuti per successione o donazione.

 

In mancanza del valore catastale, si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

 

LE AGEVOLAZIONI PER CHI LAVORA ALL’ESTERO
Per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, si applica l’aliquota ridotta dello 0,4%. Possono usufruire dell’agevolazione le persone che:

• prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale
• lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia e con la residenza fiscale in Italia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi, in base ad accordi internazionali ratificati.

 

L’aliquota ridotta si applica solo per il periodo di tempo in cui l’attività lavorativa è svolta all’estero. Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, l’importo di 200 euro, rapportato al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato a tale uso.

 

Se l’unità immobiliare è utilizzata come abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la stessa destinazione si verifica.

 

Infine, per gli anni 2012 e 2013, oltre all’importo di 200 euro, è prevista un’ulteriore detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni. È necessario, però, che il figlio dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo di questa ulteriore detrazione non può essere superiore a 400 euro.

 

IL VERSAMENTO DELL’IMPOSTA E LE MODALITÀ DI DICHIARAZIONE
Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il contenzioso relativi al nuovo tributo, si applicano le disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

 

In particolare, l’imposta deve essere versata entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta di riferimento. E’ consentita la rateizzazione dell’imposta e non sono dovuti acconti.

 

Per il periodo d’imposta 2011, il versamento può essere effettuato entro il 9 luglio 2012 senza alcuna maggiorazione, oppure dal 10 luglio al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da versare dello 0,40%.

 

Il versamento dell’Ivie deve essere effettuato utilizzando i codici indicati nella risoluzione n. 54/E del 7 giugno 2012 (4041, per i versamenti effettuati dalle persone fisiche, 4042, per i versamenti effettuati dalle società fiduciarie).

 

Per dichiarare il valore degli immobili situati all’estero il contribuente deve compilare la Sezione XVI del quadro RM del modello Unico Persone fisiche, indicando il controvalore in euro degli importi in valuta calcolato in base all’apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (per l’anno 2011 i cambi sono stati indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2012).

 

Per maggiori dettagli sull’imposta IVIE si rinvia alla circolare dell’Agenzia dell’Entrate n. 28/E del 2 luglio 2012.

 

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